RenewRome

 

Ci impegniamo a rendere Roma più autonoma nella gestione dei rifiuti, valorizzando ciò che non può essere riciclato come risorsa per la città. 
Riuniamo società partner che mettono a disposizione competenze ed esperienze complementari per realizzare soluzioni industriali all’avanguardia nella gestione dei rifiuti.

 

 

 

Il termovalorizzatore 
di Roma

A settembre 2025 abbiamo firmato con Roma Capitale il contratto di concessione, dopo l’aggiudicazione della gara avvenuta a maggio dello stesso anno, per la realizzazione del termovalorizzatore di Roma.  L’impianto è previsto nell’area industriale di Santa Palomba e costituirà il fulcro nel nuovo polo impiantistico della Capitale.

 

Con una capacità di trattamento pari a 600.000 tonnellate annue di rifiuti urbani indifferenziati, l’impianto è progettato per gestire rifiuti con elevata eterogeneità chimico-fisica. Il termovalorizzatore di Santa Palomba sarà dotato da due linee di termovalorizzazione, operanti in parallelo, da un’avanfossa per lo scarico dei rifiuti e da una fossa di stoccaggio.

 

L’impianto, di ultima generazione, sarà in grado di garantire prestazioni ottimali in termini di efficienza e riduzione delle emissioni atmosferiche, rispetto ai limiti previsti dalle Best Available Techniques (BAT), le migliori tecniche disponibili di settore.

I numeri del termovalorizzatore di Roma

600 .000

 t/anno di capacità di trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati

2

linee di trattamento da 300.000 t/anno ciascuna

~8 .000

ore/anno di funzionamento per ogni linea

~17 .500

tonnellate di capacità di stoccaggio dei rifiuti urbani indifferenziati

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Le domande più frequenti sul Termovalorizzatore di Roma

Un inceneritore ha come obiettivo principale lo smaltimento dei rifiuti attraverso il trattamento termico. Un termovalorizzatore, invece, è concepito con criteri progettuali e tecnologie moderne che puntano anche al recupero dell’energia sviluppata durante il processo, trasformandola in elettricità e, dove previsto, in calore utilizzabile. Per essere classificato come termovalorizzatore, l’impianto deve rispettare requisiti minimi di efficienza energetica fissati dall’Unione europea (indice pari a 0,65). Il progetto di Santa Palomba rientra in questa categoria perché raggiunge e supera tale soglia di rendimento. 

La capacità prevista è 600.000 tonnellate l’anno di rifiuti urbani indifferenziati, provenienti dal solo territorio di Roma Capitale. La scelta tiene conto dei quantitativi attuali di rifiuti indifferenziati, che risultano superiori a questa soglia e che oggi vengono in parte trattati fuori regione o all’estero. Nel tempo, l’impianto potrà proseguire la sua operatività trattando anche la frazione residua e gli scarti non recuperabili legati alla crescita della differenziata, come previsto dagli obiettivi del Piano di gestione rifiuti di Roma Capitale.

No. Anche con una raccolta differenziata molto alta resta sempre una frazione di rifiuti che non può essere riciclata, a cui si aggiungono gli scarti inevitabili generati dalle attività di selezione e recupero. Il termovalorizzatore interviene su questa parte residua, evitando che finisca in discarica o venga trasferita in altri territori. L’esperienza di altre città italiane dove questi impianti sono già operativi, mostra che la loro presenza è compatibile con livelli di differenziata elevati. Ad esempio, in Lombardia, dove sono attivi 13 impianti, la raccolta differenziata supera il 73%: un dato che indica come il recupero energetico non riduca, di per sé, la spinta al riciclo.

La progettazione dell’impianto ha ridotto al minimo l’approvvigionamento esterno ottimizzando i consumi e massimizzando i recuperi interni al processo. Il fabbisogno idrico, infatti, viene garantito dall’utilizzo di acqua piovana, dal riutilizzo delle acque derivante dal processo industriale e dalle acque provenienti dal Depuratore di S. Maria in Fornarola depurata.

L’impianto genera emissioni in atmosfera legate al processo di combustione, come avviene per questa tipologia di impianto industriale. Il progetto integra sistemi dedicati di trattamento dei fumi e modalità di gestione secondo le migliori tecniche disponibili di settore (BAT – Best Available Techniques), con l’obiettivo di collocare i valori emissivi attesi nella fascia più bassa raggiungibile per impianti di questo tipo e, per alcuni parametri, anche al di sotto. Sono previsti monitoraggi e controlli regolari, con misure continuative sui principali parametri, per verificarne nel tempo le prestazioni.